Formazione

Primo obiettivo: far sapere

Arno Stern ha liberato la pittura dai limiti della comunicazione. Creando il Closlieu, ha reso possibile l’incomunicabile Espressione.

La sua pedagogia si fonda sul rispetto assoluto della persona. Essa attribuisce al “praticien” una funzione insolita: non quella di un maestro, ma quella di servitore di un gioco esaltante. Attraverso questo gioco, ogni essere sviluppa capacità latenti e insospettate.

Una formula completamente nuova

Una formula completamente nuova

Arno Stern ed il suo team hanno intensamente lavorato a rinnovare completamente il formato del programma di formazione di Arno Stern. Il programma è ora ONLINE ed è dotato di TRADUZIONE SIMULTANEA. Arno Stern ha anche rinnovato i contenuti del suo programma sviluppando nuove presentazioni che descrivono ogni aspetto pratico del suo Gioco del Dipingere e del Closlieu,,descrizioni che risultano ora addirittura migliori dei corsi dati in passato a Parigi. L’allievo resterà stupito della capacità di utilizzo delle moderne tecnologie mostrata da Arno Stern.

Questo nuovo formato introduce molteplici vantaggi. E’ ora possibile avere un più grande gruppo di allievi (per quanto esiste un limite imposto dalla tecnologia). I partecipanti non sono obbligati al viaggio a Parigi e possono pertanto evitare gli oneri di un soggiorno di 10 giorni nella capitale francese. Il programma si sviluppa su 5 fine settimana invece che in 10 giorni consecutivi semplificando notevolmente l’organizzazione della partecipazione e non necessitando assenze dal lavoro. L’apprendimento è più rilassato e meno faticoso poichè gli allievi avranno più tempo tra le sessioni per assimilare gli insegnamenti che sono molto ricchi di informazioni.

Alla fine della formazione gli allievi riceveranno una certificazione (la presenza è controllata dalla piattaforma telematica utilizzata) che li abiliterà alla creazione di nuovi Closlieu conformi alla lista dei criteri di Arno Stern. L’utilizzo della piattaforma telematica è estremamente semplice: il nostro team fornirà ogni necessaria assistenza prima e durante i seminari.

La prossima formazione online tradotta in italiano con Arno Stern si svolgerà in 5 fine settimana.

Prossimo corso di formazione con Arno Stern

INCONTRI CON ARNO STERN

Formazione online per diventare Servente del Gioco del Dipingere™

Arno Stern propone una formazione per diventare Servente del Gioco del Dipingere.
Questa formazione – allo stesso tempo teorica e pratica – su quattro fine settimana equivale, per contenuto, a un corso di più semestri.
Questa formula concentrata è stata concepita per offrire le migliori condizioni economiche possibili a chi viene da lontano, per apprendere un mestiere fine e rigoroso, che richiede un’indispensabile conoscenza scientifica della Semiologia dell’Espressione. Ne scaturisce un nuovo concetto di relazione, che coniuga rigore, rispetto per la persona e stimolazione all’atto espressivo in coloro che partecipano al Gioco del Dipingere.
A seguito di questa formazione, che esiste da decenni, sono stati allestiti molti atelier del Gioco del Dipingere in vari paesi del mondo.
Arno Stern offre ai Serventi del Gioco del Dipingere l’opportunità di rinfrescare le loro conoscenze in giornate appositamente dedicate. Al di fuori di ogni struttura vincolante, è suo desiderio restare in contatto con tutti coloro che hanno seguito la formazione, accompagnarli nella loro pratica e rispondere alle domande che possono sorgere durante la loro attività.
A partire dal 2014 la digitalizzazione dei disegni archiviati da Arno Stern dal 1947 permette una presentazione innovativa ad alta definizione, che amplifica dei fenomeni originali e rende il corso di formazione ancora più attraente.

Scarica il flyer qui sotto. Lì troverai tutte le informazioni necessarie e i moduli d’iscrizione al corso.
Il corso è tenuto in francese e tradotto simultaneamente da un team di interpreti professionisti.
Inoltre, tutte le informazioni di contatto per qualsiasi domanda sono disponibili nel volantino qui sotto.

Scaricare (pdf)

Puoi anche partecipare al prossimo corso di formazione di Arno Stern compilando il modulo d’iscrizione.

Modulo d'iscrizione

Dettagli della formazione

Informazioni

Conferenze interattive con proiezione di immagini, per un nuovo sguardo sull’atto del tracciare e sulla relazione con colui che traccia.

Poiché il corso di formazione tenuto da Arno Stern si svolge in diretta e prevede l’interazione con i partecipanti, non è possibile rivedere il corso in differita.

Il corso è tenuto in francese e tradotto simultaneamente da un team di interpreti professionisti (lingue attualmente disponibili: inglese, tedesco, spagnolo, italiano – cambiare la lingua del sito web per maggiori informazioni. Per altre lingue, contattateci).

DATE:

5 weekend dal 3 marzo al 2 aprile 2023

  1. Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 marzo 2023
  2. Venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 marzo 2023
  3. Venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 marzo 2023
  4. Venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 marzo 2023
  5. Venerdì 31 marzo, sabato e domenica 2 aprile 2023
ORARI:

Venerdì dalle 16:30 alle 19:30
Sabato dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:30
Domenica dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 16:30
(Ora di Parigi)

COSTI
  • A/ Persone esterne all’I.R.S.E.-A.S: 4600.00 €uros
  • B/ Membri dell’I.R.S.E.-A.S.: 1800.00 €uros

    • Corso: 1800.00 €uros
    • Adesione all’IRSE-A.S: 2200.00 €uros


Condizioni di pagamento: vedi modulo d’iscrizione.

Modulo d'iscrizione

Flyer I.R.S.E.-A.S. (pdf, italiano)

IL RINCHIUDERSI LIBERATORIO

Parlerò ora del rinchiudersi liberatorio. Paradossale? Rinchiudere, direte, vuol dire limitare, punire: impedire cioè la libertà.
Ho creato un luogo il cui nome stesso ne ricorda la caratteristica principale: il Closlieu. È uno spazio giudicato normalmente ridotto da visitatori occasionali, ma che possiede le dimensioni di una giusta intimità per i suoi frequentatori abituali.
È un luogo accogliente quanto una patria recuperata. Entrando è difficile capire che cosa si ritrova e che cosa ci aspetta. Al suo interno l’essere fiorisce.
Le sue quattro pareti sono scintillanti, come l’interno di una tasca. Entrare in questo rifugio è come abbandonare il proprio guscio per inoltrarsi in una notte quieta e dolce: coloro che condividono questo spazio non sono antagonisti.
Vivono una situazione straordinaria priva di competizione, priva di riferimenti e della necessità di trovare giustificazioni alle proprie azioni. Situazione nella quale gli sguardi non interrogano, non trasmettono volontà di dominio. Il giudizio è superato dalla verità degli atti.
Ogni cosa è perfezione, immutabile e inalterabile: l’atmosfera (che determina l’azione ma che è sancita dall’azione stessa), la mia presenza, quella dei bambini, piccoli e grandi, venuti dai luoghi più diversi (e non da un quartiere, da un ambiente determinato), la natura dei gesti, gli strumenti utilizzati… tutto fuori dalle norme, dalle prassi, dalle relazioni, dagli oggetti, dal compimento di regole di altri luoghi. Ogni cosa in questo luogo è un succedersi continuo. Causa ed effetto si confondono così come le macchie sulle pareti: si può dire che qualcuno le abbia dipinte? Esse spingono all’azione.

Lo spazio protetto del Closlieu

Nulla in questo luogo appartiene al mondo esterno. Questo spazio non è parte di un territorio, né segue il ritmo del tempo quotidiano. Mio compito è preservare questo luogo dall’esterno e, a volte, annunciare all’esterno di che luogo si tratta. Anche se ogni esperienza trasformata in parole è al tempo stesso inenarrabile, parlare è come provare a tradurre.
All’esterno di questo spazio esiste una società gerarchizzata. Nascere, crescere, significa sopravvivere alla pressione del mondo degli altri. Per resistere, è necessario difendersi fisicamente e moralmente. E per far questo, ognuno di noi vive in un continuo stato di allerta. Ma qui queste difese cadono, il territorio dell’individuo si armonizza allo spazio protetto del Closlieu.
Lasciarsi andare qui, significa liberare cose accumulate e nascoste dentro di noi da tempo. Un corpo allenato a questa attività, a questo sbocciare continuo, produce azioni ricche di una formulazione inusitata. Il luogo, gli atti, i segni che si iscrivono nello spazio di un foglio fissato per un attimo al muro, sono un allenamento infallibile. Il contenuto di questi segni è immerso nella natura profonda dell’organismo. Era necessario che io non pensassi, che nessun altro li giudicasse, che colui che li traccia superasse il terreno del ragionamento affinché si sviluppasse questa espressione e non un’arte: affinché non ne nascesse un’opera ma si sviluppasse un’emissione senza destinatari (la traccia priva di un destino non è altro che la traccia nel suo affermarsi).

La Formulazione

Tali segni non fanno parte di un linguaggio aperto, iscritto su un supporto neutro. Essi hanno bisogno di celarsi in una serie di immagini. Il procedimento è complesso: la Formulazione è multipla, stratificata. Essa scaturisce, da un lato da una intenzione; immediatamente superata però da ciò che muove il gesto tracciante all’insaputa di colui che realizza le immagini.
Tracciati di tale natura non possono presentarsi ovunque semplicemente perché il meccanismo stesso della formulazione non è attivato altrove. Tali tracciati sono forse apparsi accidentalmente in un disegno; lapsus, non sono stati individuati, studiati. Ma qui il lapsus è diventato un processo continuo, coltivato fino al suo grado ultimo. Qui l’involontario ha preso il sopravvento sull’intenzione.
I segni – lingua madre del Closlieu – le azioni che ne derivano e l’inclinazione della persona che li produce hanno una patria. Essi si sviluppano attraverso frequentazioni ripetute, tradotte in vere e proprie esperienze, in uno spazio protetto. Affinché questi segni appaiano è necessario un isolamento, un rinchiudersi liberatorio.

Le pareti del Closlieu sono dunque una frontiera. Le stesse persone al suo interno desiderano un luogo impermeabile alle intrusioni e alle fughe.
Descrivere tale luogo è raccontare gli atti dei suoi abitanti, la natura delle relazioni stabilite con gli altri, fra le stesse persone. Tali costumi interagiscono ovviamente sul carattere. In questo luogo non si acquisisce una conoscenza, bensì ci si rafforza. Lo sbocciare è lo zampillio dell’Espressione; e lo sbocciare rappresenta l’estensione dell’essere fino al plusêtre.
Il plusêtre è l’obiettivo del mio lavoro. Non è altresì ciò che preoccupa maggiormente i dirigenti della nostra società. I demagoghi incitano a una vita migliore, almeno così la chiamano. Ma ho vissuto troppo tempo una dimensione di sopravvivenza per non aver appreso l’esistenza di bisogni e piaceri più profondi di quelli stimolati nella nostra società.

Arno Stern